Il Metodo

Lunga è la strada prima che le uve diventino un Franciacorta. I grappoli di Chardonnay e Pinot Nero, raccolti a mano e sistemati in cassette da 20 chilogrammi, arrivano al centro di spremitura dove, divisi per lotti omogenei in base a varietà, a vigneto e caratteristiche analitiche, sono collocati in presse a piatto inclinato dove avviene la spremitura delicata e progressiva.

I mosti, limpidi e fragranti, sono frazionati in quattro selezioni e dopo la decantazione a freddo svolgono la fermentazione alcolica in tini d’acciaio inox o in barrique di rovere.

Alcuni vini base, dopo la fermentazione alcolica e, raramente, malo-lattica, sono sottoposti a bâtonnage, che aggiunge struttura e ricchezza aromatica. Le basi riposano quindi in acciaio o in legno, costantemente analizzate e degustate prima dell’assemblaggio.

A gennaio dell’anno seguente lo staff tecnico inizia le prove di assemblaggio: una vera impresa, che coinvolge oltre 150 basi Franciacorta. Dopo il tiraggio, le bottiglie sono accatastate nelle cantine storiche, custodite per il tempo della rifermentazione e della successiva maturazione sui lieviti, da 18 mesi fino a 6 anni. Al remuage e alla sboccatura segue un ulteriore affinamento, e la bottiglia è finalmente pronta per la degustazione.

Anche in cantina si lavora per garantire un vino sostenibile. Gli sprechi sono aboliti, a partire dall’acqua, tanto importante per l’igiene di ambienti e recipienti: Berlucchi ha dimezzato il valore di litri d’acqua per produrre una bottiglia di metodo classico.

L’azienda ha da anni eliminato l’impiego di sostanze allergizzanti come uova e latte dal ciclo produttivo. Aderisce poi al progetto Ita.Ca per il monitoraggio delle emissioni di anidride carbonica, e ha installato sulla copertura della cantina di vinificazione un poderoso impianto fotovoltaico che sopperisce al 35 per cento del suo fabbisogno energetico.

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