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Tra i molti esempi di palazzi franciacortini che hanno mantenuto le caratteristiche architettoniche ed artistiche originarie si annovera il Palazzo Lana di Borgonato di Corte Franca.

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Breve viaggio conoscitivo alla scoperta dei segreti del Metodo Classico …siete pronti?

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100 e più vocaboli per capire i segreti degli Spumanti Metodo Classico.
 
Decantazione: operazione effettuata sul mosto prima della fermentazione principale, per eliminare le impurità presenti dopo la pigiatura. In Berlucchi avviene per semplice gravità, lasciando fermo il mosto per 10/12 ore, perché si depositino sul fondo residui di bucce, frammenti di cellule della polpa ed altre sostanze in sospensione.

Demi-Sec - Semi Secco: vino spumante lievemente dolce, che si accompagna molto bene con i dessert. Per legge il contenuto zuccherino è compreso tra i 33 e i 50 g/l. (vedi Residuo zuccherino).

Disciplinare: insieme di regole che stabiliscono quali e quanti vitigni si possono utilizzare per produrre un vino DOC e DOCG. In quali zone e in che condizioni possono essere prodotte le uve poi utilizzate, le rese per ettaro e le condizioni di vinificazione. Le caratteristiche del vino sotto l'aspetto chimico e fisico (acidità, livello alcolico ecc.) e sotto l'aspetto organolettico, i controlli che devono essere eseguiti. Infine, per i vini DOCG, il disciplinare stabilisce anche i modi per imbottigliarli.

Diraspatura: separazione degli acini dal raspo, ovvero dalla parte legnosa del grappolo che li sorregge. Si esegue poco prima della pigiatura con delle macchine speciali e riguarda i vini fermi, bianchi e rossi. Nel caso dei vini spumanti la diraspatura non viene effettuata perché potrebbe avere effetti negativi sulla qualità e composizione del vino base spumante.

Dolce: molto raro negli spumanti metodo classico prodotti in Italia. Indica un vino spumante con un tenore di zucchero residuo superiore a 50 g/l. (vedi Residuo zuccherino).

Dom Pierre Pérignon (1639?-1715): monaco cellérier (economo) dell'Abbazia benedettina di Hautvillers; gli si attribuisce il merito di aver raccolto e codificato le diverse esperienze dei predecessori e contemporanei per la produzione del primo spumante del mondo, nel metodo champenois (méthode champenoise), oggi denominato "metodo classico" o della rifermentazione in bottiglia.

Dosaggio: operazione di inserimento della liqueur d'expédition subito dopo il dégorgement. La liqueur è una soluzione composta di vino e percentuali di zucchero variabili in base alla tipologia dello spumante che si vuole ottenere. I termini Pas dosé, Brut Nature o Dosage zero indicano l'assenza di "liqueur d'expédition".
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Epernay: città nel cuore della regione della Champagne, in cui hanno sede molte delle "Maison" più famose, quali Moët & Chandon , Perrier-Jouët, Pol Roger ed il Comitato Interprofessionale del Vino di Champagne (C.I.V.C. che in francese si pronuncia "se-i-ve-se").
Il C.I.V.C è costituito dai rappresentanti di chi coltiva la vigna (vignoble) e di chi vinifica e commercializza lo Champagne (négoce). Costituito nel 1941 ha lo scopo di armonizzare gli interessi di tutti coloro che si occupano dello Champagne, gestendo - nell'interesse di tutti - gli aspetti economici, organizzativi, tecnici (ricerca e sviluppo) e sociali dell'intero settore.

Esame organolettico: analisi e valutazione delle caratteristiche di un vino utilizzando i sensi. Insieme all'analisi chimica è fondamentale per dare un giudizio sulla qualità del vino. I sensi che entrano in azione, nell'ordine, sono: la vista, l'olfatto e il gusto.

Esteri: sono sostanze organiche volatili presenti nel vino in quantità variabili. Costituiscono parte degli aromi che formano il bouquet.

Etichetta: le prime etichette stampate su carta con il torchio sono del 1700. Le etichette stampate in serie si presentano sulla scena agli inizi dell'ottocento, grazie all'invenzione della litografia per merito di Alois Senefelder, cecoslovacco.
In Italia le prime etichette appaiono nel 1820 su bottiglie di vino dell'isola d'Elba ma il primo ad usarle in grande stile fu Francesco Cinzano Liquoriere Fornitore della Real Casa, nel 1852. Nel 1900 appaiono le prime etichette composte non solo da scritte ma con disegni, stemmi, decori a vivaci colori. Nel 1950 la legge inizia a dettare regole sulle informazioni obbligatorie che devono apparire in etichetta a tutela dei consumatori.

Evanescente: aggettivo che indica uno spumante di non particolare qualità, nel quale anche la spuma svanisce molto in fretta quando lo si versa nelle flûte.
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Feccia (fecce) - Deposito: termine che in enologia indica i sedimenti del vino nelle diverse fasi della produzione. Nelle bottiglie di spumante in commercio non si ha mai presenza di deposito, che viene espulso completamente con la sboccatura (vedi).

Fermentazione: fenomeno biologico e chimico spontaneo in cui gli zuccheri presenti nel succo d'uva spremuto vengono convertiti in alcol e anidride carbonica dai ceppi dei lieviti presenti in natura sulle bucce dei chicchi. Lo spumante è sottoposto a due fermentazioni: la prima (fermentazione alcolica) avviene generalmente in capienti tini d'acciaio inossidabile, più raramente in fusti di legno; la seconda (presa di spuma) avviene in bottiglia.
Al vino tranquillo ottenuto con la prima fermentazione (opportunamente assemblato nella cuvée) si aggiungono zuccheri e lieviti, dopo di che lo si imbottiglia (tirage) e si lasciano le bottiglie, in posizione orizzontale, per molti mesi nelle cantine a temperatura costante (11-12°C). I lieviti provocano una seconda fermentazione (che dura circa sei mesi), trasformando lo zucchero in anidride carbonica ed alcool; la finezza del perlage e la sua persistenza nel bicchiere dipendono dalla cura con la quale si segue questa seconda fermentazione (che deve essere lenta ed a bassa temperatura) e dalla durata dell'invecchiamento.

Fermentazione malo-lattica: fenomeno naturale che avviene nel vino per l'azione di particolari batteri. L'acido malico, che caratterizza i frutti acerbi, e che ha un'acidità pungente e vivacemente aggressiva, viene trasformato in acido lattico, notevolmente più morbido e gradevolmente acidulo.

Fillossera: il nemico più feroce della vite è stato la fillossera, un ragnetto non più grande di uno spillo ma voracissimo, che attaccava le radici uccidendo in breve la pianta. La Pylloxera Vastatrix, termine che rende bene l'idea, arrivò in Francia dall'America alla fine dell'Ottocento e si diffuse in poche decine d'anni in tutta Europa, distruggendo la maggior parte dei vigneti esistenti, compresi, naturalmente, quelli italiani.
Non si fu in grado di scoprire alcun sistema efficace per combatterlo ma la soluzione fu trovata innestando un tralcio di vite europea sulla radice di una vite americana. La nuova pianta "mista" fu messa a dimora, crebbe, produsse l'uva. Questa uva aveva conservato tutte le caratteristiche originali derivanti dal vitigno europeo da cui era stato tratto il tralcio.

Fiacco: un vino che non presenta vivacità, profumi e sapori ben evidenti.

Fragrante: un vino che ha un profumo gradevole e netto, in cui si distinguono profumi di fiori o di lieviti.

Franco: un vino che mostra in modo chiaro le caratteristiche della zona e del vitigno dal quale proviene.

Frizzante: caratteristica del vino ottenuto per fermentazione in autoclave.
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