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Palazzo Lana Berlucchi
Tra i molti esempi di palazzi franciacortini che hanno mantenuto le caratteristiche architettoniche ed artistiche originarie si annovera il Palazzo Lana di Borgonato di Corte Franca.

Wine Educational Berlucchi

Breve viaggio conoscitivo alla scoperta dei segreti del Metodo Classico …siete pronti?

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100 e più vocaboli per capire i segreti degli Spumanti Metodo Classico.
 
Gabbietta (muselet): è la caratteristica struttura in filo di ferro che serve per trattenere saldamente il tappo di sughero dei vini spumanti; è dotata di un apposito anello, per facilitarne l'apertura e la rimozione. Tra il sughero e la gabbietta viene fissato un dischetto di metallo sagomato e stampato (vedi cappellotto o capsula) la "plaque de muselet" che abitualmente riporta i simboli o il marchio del produttore.

Generoso: di solito un vino corposo, con una forte gradazione alcolica ma nel complesso ben equilibrato e dal gusto piacevole.

Granato: colore del vino, rosso acceso e con tonalità violacee.

Grappolo: è il frutto della vite e si divide in due parti, il raspo o rachide, che è la parte legnosa e gli acini. Il grappolo, secondo il tipo di vitigno da cui nasce, ha dimensioni, colori e forme diverse (semplice, ramoso, conico, alato).
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Inerbimento: costituzione di un tappeto erboso tra un filare e l'altro di una vigna. L'erba, che dà indubbiamente al vigneto un miglior effetto estetico, è più utile della terra nuda?
Entrambe le soluzioni presentano lati positivi e pure inconvenienti; gli effetti positivi di un fondo erboso, che va tenuto tagliato corto, sono: ambiente ideale per gli animali e le piante utili, controllo dell'erosione del terreno e più facile assorbimento delle acque, maggior sostegno al passaggio dei mezzi agricoli, equilibrio tra vegetazione e sviluppo della vite a vantaggio dell'uva. Gli inconvenienti: competizione con le radici della vite per l'assorbimento delle sostanze nutritive presenti nel terreno, possibile limitazione allo sviluppo della vite e sfruttamento accelerato del terreno, aumento dei rischi di danni dal freddo, protezione per alcuni tipi di parassiti.

Intorbidamento: alterazione della limpidezza del vino per cause chimiche o biologiche.

Invaiatura: è la fase vegetativa della vite nella quale i chicchi iniziano a cambiare colore e funzione: da verdi diventano rossi nei vitigni neri e gialli in quelli bianchi e perdono la loro capacità di svolgere attività di fotosintesi clorofilliana, che avevano avuto sino a quel momento.

Invecchiamento: processo di maturazione che migliora le caratteristiche organolettiche di un vino, per una serie complessa di reazioni chimiche, combinazioni e fenomeni ossidativi che avvengono a carico di molte sostanze presenti nel vino.

Invecchiamento sui depositi (sulle fecce): fase d'affinamento dello spumante dopo il completamento della "presa di spuma". Apporta al vino caratteristiche dovute all'autolisi dei lieviti, con profumi molto evoluti e più complessi rispetto a quelli originari del mosto. Quando l'invecchiamento viene protratto oltre i 4-5 anni arricchisce ulteriormente la struttura aromatica e gustativa degli spumanti millesimati, elaborati solo nelle grandi annate.
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Lieviti: cellule vegetali presenti naturalmente sugli acini d'uva, che si riproducono nel mosto e provocano la fermentazione alcolica; sono di diversissima tipologia e raggruppate in famiglie. I lieviti sono tipici delle varie regioni vinicole: quelli impiegati in Berlucchi sono ceppi particolari di Saccaromyces Bayanus, selezionati per valorizzare il patrimonio aromatico e gustativo caratteristico delle uve vinificate nei tre centri di pressatura di Borgonato (Brescia), Casteggio (Pavia) e Lavis (Trento).

Liqueur - Liquore: le liqueurs sono di due tipi:
  • "liqueur de tirage" è una miscela di lieviti e zucchero aggiunta alla "cuvée" per provocare la presa di spuma.
  • "liqueur de dosage" o "liqueur d'expédition" è una soluzione composta di vino e zucchero; viene aggiunta dopo la sboccatura e determina il tipo di spumante che si ottiene: Brut, Dry, Sec, Demi-Sec. Per la funzione delle liqueurs vedi "fermentazione".
Listelli (lattes): caratteristici listelli di legno di 1 centimetro di spessore, 3-4 di larghezza e 30-50 di lunghezza, usati per consolidare le cataste di bottiglie di spumante conservate in cantina, in posizione orizzontale, durante la presa di spuma. In questa fase si dice che le bottiglie sono "sur lattes".
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M.A. Marque Auxiliaire o Marque d'Acheteur: vedi la voce Sigle sulle etichette di Champagne

Marc – In francese questo vocabolo ha tre significati distinti e ben diversi tra loro; può significare, infatti, "unità di misura" oppure "vinacce" oppure "distillato di vinacce" (un'acquavite simile alla Grappa); si pronuncia "mar".
  • come unità di misura indica la quantità d'uva contenuta in un torchio tradizionale della Champagne e corrisponde a 4.000 kg;
  • si chiamano così le vinacce (bucce, raspi, vinaccioli), vale a dire quanto rimane nel torchio al termine della pressatura delle uve;
  • è il nome del distillato (Marc de Champagne) che si produce distillando le vinacce della Champagne.

    Maturazione: nel caso dell'uva, indica le tappe progressive della maturazione, un fattore importante che condiziona la qualità del vino; si valuta considerando il rapporto tra zuccheri ed acidi nel succo all'interno dell'acino. Per la produzione di spumanti di qualità si controlla il progredire della maturazione e si vendemmia quando l'insieme delle caratteristiche organolettiche dell'uva tende verso la perfezione.

    Maturazione del chicco: quando gli acini dell'uva maturano, raddoppiano il loro volume, aumentano l'intensità del loro colore, assottigliano lo spessore della loro buccia e ammorbidiscono la loro polpa. Questi sono gli elementi visibili della giusta maturazione. Invisibile invece è la giusta proporzione tra sostanze acide e zuccherine che l'uva dovrebbe contenere. Sostanze che si possono però misurare con strumenti semplici da usare: il rifrattometro misura il tenore zuccherino ed il ??? misura l'acidità.

    Metodo classico (Méthode champenoise): è il metodo utilizzato per la produzione di vini spumanti di qualità e prevede una seconda fermentazione in bottiglia. In base alla normativa CEE il metodo champenois prescrive un invecchiamento minimo di 9 mesi, mentre la normativa per il Franciacorta DOCG impone almeno xxmesi, aumentati a xx per i millesimati. Nella prassi la spumantizzazione dei migliori spumanti metodo classico italiani dura mediamente da 2 a 3 anni per i S.A. e da 4 a 5 anni per i millesimati. Il regolamento CEE n° 3309/85 del 18 novembre 1985 (confermato nell'articolo 6 del regolamento CEE n° 2333/92 del 31 luglio 1992), ha riservato l'uso dell'espressione "Méthode champenoise" o similari, unicamente ai vini prodotti nella regione determinata della Champagne, concedendo un periodo di 8 vendemmie ai produttori dei Paesi membri (ed a quelli delle altre regioni francesi che elaborano vini spumanti con il metodo champenois) per adeguarsi alla direttiva. Il termine d'uso è scaduto il 31 agosto 1994.

    Metodo Charmat: sino alla fine del 1800 l'unico modo per produrre vini spumanti era quello che consisteva nel provocare una seconda fermentazione in bottiglia, da tutti conosciuto come metodo champenois.
    Per accelerare il processo produttivo e ridurre i costi elevati, dovuti alle numerose manipolazioni richieste dal metodo champenois, l'italiano Federico Martinotti, direttore della Regia Stazione Enologica di Asti, ebbe l'idea di realizzare la spumantizzazione in un grande recipiente a tenuta stagna, simile ad un'autoclave.
    L'idea si dimostrò valida e fu un ingegnere francese Eugène Charmat che attorno al 1910 costruì e brevettò le autoclavi che rendevano possibile la realizzazione pratica del processo ideato da Martinotti; il successo delle sue apparecchiature fu tale che il metodo ha preso il suo nome.
    Il metodo Charmat consente di ottenere vini spumanti sia dolci che secchi e la sua rapidità (da un minimo di 30 giorni a 4-6 mesi) conserva ai vini caratteri fruttati ed aromatici, così apprezzati per l'Asti spumante, i Moscati, il Prosecco e le Malvasie aromatiche.

    Millesimato o Vintage: con questo termine si indica l'anno di raccolta dell'uva utilizzata per la produzione di quel determinato vino. Per spumante millesimato s'intende un vino ottenuto da una vendemmia particolarmente fortunata, per le condizioni climatiche che hanno portato i grappoli ad una maturazione giudicata ottimale. Proprio questa ragione fa sì che i millesimati abbiano una personalità diversa ogni anno, perché essa rispecchia le condizioni climatiche dell'annata e le caratteristiche qualitative delle uve di quella specifica vendemmia.
    In altri termini si potrebbe dire che ogni annata di millesimato è un'opera prima della natura e che in essa si ritrovino le caratteristiche che hanno reso unica e speciale quella certa vendemmia. Ciò che distingue il prodotto finale di queste vendemmie dagli altri spumanti elaborati secondo tradizione, è che i millesimati derivano dall'assemblage di vini solo ed esclusivamente di quel certo anno e non sono integrati con vini d'annate diverse, come invece normalmente avviene.
    Sull'etichetta (e spesso anche sul tappo) i millesimati riportano l'indicazione dell'annata della vendemmia (il millesimo appunto). Inoltre, nessun millesimato può venire messo in commercio prima che siano trascorsi almeno tre anni dalla vendemmia, però i millesimati più noti sono invecchiati, di norma, per almeno 4-5 anni.

    Microclima: E' il clima di una determinata zona, spesso anche di un solo e determinato vigneto, che si forma in base a fattori climatici strettamente locali e anche in base agli interventi dell'uomo. La distanza tra un filare e l'altro, la forma assunta dalla vite, la densità del fogliame, l'erba lasciata sul terreno, la presenza di boschi o rilievi naturali circostanti influenzano il microclima di uno specifico vigneto. Il microclima si misura fino a due metri d'altezza.

    Mosto: è il succo dell'uva che si ottiene pressando i grappoli freschi; la sua composizione è molto complessa ed è costituita da centinaia di sostanze; le principali sono: 78% d'acqua, 20% di zuccheri, 0,25% di acidi. Nell'elaborazione dello spumante il mosto è sempre bianco, anche quando è ottenuto da uve nere (Pinot nero), perché le sostanze coloranti (antociani) che danno il caratteristico colore al vino sono presenti unicamente all'interno della buccia dei chicchi d'uva nera e non nel succo.
    Durante la pressatura soffice, per ottenere vini base spumante, si fa in modo che le bucce non siano rotte e che subiscano una pressione moderata per non colorare il mosto; le bucce poi rimangono in contatto col mosto solo durante la spremitura e mai durante la fermentazione alcolica.
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