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Breve viaggio conoscitivo alla scoperta dei segreti del Metodo Classico …siete pronti?

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100 e più vocaboli per capire i segreti degli Spumanti Metodo Classico.
 
Nabucodonosor: è il nome attribuito alla bottiglia più grande usata per lo Champagne. Il contenuto equivale a 20 bottiglie normali, pari a 15 litri. Per gli altri nomi vedi "Bottiglia".

N.D. Négociant Distributeur: vedi la voce Sigle sulle etichette di Champagne

N.M. Négociant Manipulant: vedi la voce Sigle sulle etichette di Champagne
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Odore o sapore di tappo: caratteristico aroma e gusto, niente affatto piacevole, dovuto ad un tappo esposto a diverse forme di contaminazione accidentale. L'inconveniente non è purtroppo evitabile per la difficoltà di rilevarlo in anticipo e, nella maggior parte dei casi, è dovuto a lieviti indesiderati o alla presenza di spore di funghi che attaccano la corteccia della quercia da sughero dal quale il tappo proviene.
La conservazione orizzontale delle bottiglie di spumante non influisce minimamente sull'acquisizione di questo gusto poiché anche conservandole in posizione verticale non l'avrebbe comunque evitata. Il gusto anomalo di solito ne scoraggia il consumo: non ha però alcun riflesso negativo sulla purezza e innocuità del vino.
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Perlage: il termine indica l'insieme delle bollicine di anidride carbonica che si sviluppano nel vino spumante quando lo si versa nel bicchiere. La forma a "flûte" evidenzia al meglio il perlage che quando è fine, continuo e persistente denota l'ottima qualità dello spumante.

Persistenza: durata delle sensazioni lasciate dal vino nel gusto e nell'olfatto. Più la persistenza è elevata, più il vino è di qualità.

Pinot Meunier: vitigno nero d'origine borgognotta; secondo le ricerche genetiche di Bowers ha dato origine al Pinot nero, quale risultato dell'incrocio con il Traminer (Bowers et al, 1999).
È chiamato mugnaio (meunier) perché la lanugine bianca che ricopre le gemme che spuntano dai tralci neri all'inizio della primavera, è più abbondante che negli altri vitigni della Champagne; si ha quasi la sensazione che un mugnaio si sia aggirato tra le vigne sporcandole di farina.
E' coltivato prevalentemente nella "Vallée de la Marne" e nelle località più umide e più esposte al freddo, perché è un vitigno molto resistente alle malattie ed alle gelate; ha un ruolo importante nella produzione dello Champagne perché rappresenta il 37 % delle superfici vitate nella zona AOC.

Pinot nero: vitigno nero d'origine borgognotta che, secondo le ricerche genetiche di Bowers, deriverebbe da un incrocio tra il Traminer ed il Pinot meunier (Bowers et al, 1999). Apporta allo spumante corpo, struttura ed attitudine ad un prolungato invecchiamento; con il Pinot Nero vinificato in rosso si ottiene il vino base utilizzato nella cuvée per l'elaborazione degli spumanti rosé.

Punta: posizione verticale, capovolta, che la bottiglia di spumante assume al termine del remuage. Si conservano così "in punta" le bottiglie che hanno terminato il "remuage" in attesa della sboccatura "dégorgement".

Pigiatura, spremitura, torchiatura:è l'operazione che consiste nell'estrarre il succo dai chicchi, separandolo dalle materie solide dell'uva: raspi, bucce, vinaccioli.

Potatura (taille): pratica che determina il sistema di allevamento della vite e la produzione dell'uva. Con la potatura si stabilisce il numero di gemme a frutto lasciate sui tralci, si limita la vigoria della pianta e la produzione d'ogni singolo ceppo. Le tecniche di potatura corta più diffuse sono: il Cordon Royat, lo Chablis ed il sistema Guyot.

Presa di spuma:è la seconda fermentazione che rende il vino spumeggiante, per l'anidride carbonica sviluppata dai lieviti. In Franciacorta questa fase può avvenire solo in bottiglia ed in tutta la zona è vietato produrre qualsiasi altro tipo di vino spumante ed usare altri metodi di spumantizzazione.

Pupitre: speciali cavalletti costituiti da due solidi pannelli di legno uniti alla sommità con una cerniera; su ciascun lato sono previsti 60 fori (120 in totale), sagomati in modo da potervi inserire le bottiglie per il collo, facendo loro assumere progressivamente le varie posizioni utili alle diverse fasi del "remuage". Alla fine del remuage le bottiglie sono praticamente verticali, a testa in giù, con i depositi raccolti a contatto con il tappo, pronte per la sboccatura.
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Raspo: è la struttura legnosa del grappolo d'uva che sostiene gli acini.

R.C. Récoltant-Coopérateur: vedi la voce Sigle sulle etichette di Champagne

Reims: uno dei centri più importanti per il vino di Champagne. Antica capitale della Francia, è città ricca di storia e di monumenti, che ne fanno anche un'interessante meta turistica. Nella cattedrale di Reims, gioiello dell'architettura gotica, sono stati incoronati tutti i Re di Francia.

Remuage - Scuotitura: operazione con la quale viene fatto scendere verso il tappo della bottiglia il deposito formatosi durante la "presa di spuma". Le bottiglie poste con il collo all'ingiù sulle "pupitres" (o nei cassoni delle apparecchiature automatizzate) sono periodicamente scosse con energia, ruotate di un ottavo di giro ogni volta, e progressivamente inclinate fino a quando (raggiunta la posizione quasi verticale) il sedimento è tutto raccolto a contatto della "bidule" sotto il tappo; da questo momento la bottiglia è pronta per la sboccatura (dégorgement).

Remuage meccanico: esistono vari tipi di macchine automatiche (Gyropalettes) o semi-automatiche che permettono di eseguire meccanicamente il "remuage" con risultati costanti e qualitativamente perfetti. Il funzionamento, programmato e controllato da un computer, avviene giorno e notte e non richiede la presenza di un operatore. Permette risparmi di tempo salvaguardando nel contempo la qualità; importante è pure il risparmio di spazio, molto inferiore rispetto a quello richiesto dalle "pupitres".

Resa: la resa è valutata sia in viticoltura sia in vinificazione. La prima considera i quintali d'uva prodotti per ettaro, la seconda i litri per quintale d'uva pigiata. In Franciacorta le rese sono definite e controllate dal Disciplinare di produzione, vincolante per tutti i produttori associati.

Residuo zuccherino (zucchero residuo): le diverse tipologie di spumanti che vengono offerte dalle varie Case produttrici, dipendono da quanto zucchero è presente nel vino; è l'aggiunta o meno della liqueur d'expédition e la sua concentrazione zuccherina che determina la tipologia di spumante ottenuta. La legge le distingue in:

  • Brut (zucchero residuo inferiore a 15 grammi/litro): è il più secco ed è un aperitivo ideale.
    Gli intenditori lo apprezzano soprattutto come vino da inizio pasto: va, infatti, benissimo insieme a risotti, a piatti di pesce e a carni bianche; è meglio non accompagnarlo con dessert dolci.
  • Sec (tra 12 e 20 g/l): vino secco (ma meno del brut); indica uno spumante a medio tenore zuccherino il cui contenuto è compreso tra i 17 e i 35 g/l. Si accosta molto bene ad alcune entrée, mousse, paté ed ai dessert poco dolci.
  • Demi sec (tra 17 e 35 g/l) e doux (oltre i 50 g/l): vini da dessert, comunque da fine pasto.
Retrogusto: l'insieme dei sapori che si sentono dopo aver deglutito il vino. Un vino di qualità lascia sempre un retrogusto piacevole.

R.M. Récoltant Manipulant: vedi la voce Sigle sulle etichette di Champagne

Rosé: lo spumante rosé, dal colore delicato con leggere tonalità rosate, è indicato ad un consumo a tutto pasto. Il rosé si ottiene vinificando in rosso il Pinot nero ed aggiungendolo in fase d'assemblage alla cuvée, prima della presa di spuma oppure, più raramente, vinificando parzialmente in rosso le uve (tenendo cioè brevemente le bucce nel mosto in fase di fermentazione alcolica).

R. Récoltant: vedi la voce Sigle sulle etichette di Champagne
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