Ormai il concetto è acquisito e condiviso da tutti gli esperti: la qualità del vino nasce anzitutto nella vigna, che conferisce alle uve le caratteristiche del terreno e delle condizioni microclimatiche della zona nella quale sono coltivate le viti.
Il vino migliore, infatti, si ottiene da grappoli giunti a perfetta maturazione, prodotti da vitigni selezionati in funzione delle condizioni del clima e del terreno della zona dove cresceranno, coltivati con la cura e la passione che si dedicano ad un giardino, per ottenere il meglio.
Ecco perché Berlucchi ha intrapreso, in questi anni, il totale rinnovo dei propri vigneti, che vengono reimpiantati secondo i più moderni ed aggiornati concetti di coltivazione: dalle vigne si ottengono circa 100 quintali d'uva per ettaro, con un numero molto alto di ceppi di vite (da 8.000 a 10.000 per ettaro) rispetto ai 2.500 del passato.
Ogni pianta, perciò, deve nutrire con il proprio apparato radicale, solo 4-5 grappoli d'uva, rispetto ai 16-20 di una volta: questo consente alla vite di portare a completa maturazione poco più di un chilogrammo d'uva, con le caratteristiche ideali per produrre un grande vino.
I vigneti Berlucchi sono piantati a maggioranza con uve Chardonnay di cloni diversi (vigneti policlonali) per ottenere una maggiore varietà di caratteristiche e di qualità organolettiche.
Le uve sono vendemmiate rigorosamente a mano, in piccole cassette da 18 chilogrammi, in modo che i grappoli siano protetti e possano giungere integri ai Centri di Vinificazione di Borgonato (Brescia), Lavis (Trento) e Casteggio (Pavia).
La fase di spremitura è il terzo momento essenziale della qualità: è importante che i grappoli vengano pressati entro poche ore dalla raccolta; le presse devono avere caratteristiche tecniche tali da consentire una pressione morbida e progressiva ed un preciso frazionamento dei mosti, con un controllo costante di tutte le fasi della spremitura.
Le migliori presse disponibili (dette "a membrana") sono in funzione nei Centri di Pressatura Berlucchi e sono condotte con programmi computerizzati, per ottenere il mosto della più alta qualità, detto "mosto fiore". |