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Premi e riconoscimenti
I vini Berlucchi riscuotono ottimi risultati nei concorsi internazionali più conosciuti |
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Palazzo Lana Berlucchi
Tra i molti esempi di palazzi franciacortini che hanno mantenuto le caratteristiche architettoniche ed artistiche originarie si annovera il Palazzo Lana di Borgonato di Corte Franca. |
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Struttura - Gli esterni
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Il corpo principale a due piani, situato tra il cortile e la
via laterale intitolata a Ignazio Berlucchi, è sorto su
preesistenze basso-medievali dei secoli XIV e XV evidenziate
dalla tessitura muraria in conci di medolo con
stilature della malta ed una finestra con terminazione
ad arco trilobato localizzate sul fronte della stradella
laterale.
A mattino dell’edificio principale, il cui prospetto è
impreziosito da un balcone in ferro battuto sostenuto
da possenti mensole rustiche(vedi foto a sinistra), si crea il “cortile d’onore”,
il lato sud viene chiuso da un’ elegante palazzina
con portale centrale, su scalinata, munito di stipiti e
frontone a timpano in pietra di Sarnico.
Conclude il
contorno della corte l’ala settecentesca a due piani, edificata inglobando i resti di una struttura porticata
quattrocentesca che riportava delle colonne rotonde in
mattoni ricurvi di cui permangono le tracce nella
muratura.
L’aspetto generale del palazzo è sobrio; si coglie
ancora nel complesso una possibile esigenza di difesa
poiché l’unico ingresso può avvenire dal cancello
centrale che dà sulla corte.
L’accesso è sorvegliato da
più feritoie site al primo piano del corpo principale,
dalle quali era possibile osservare e battere con armi da
fuoco eventuali intrusi non desiderati.
Ormai venuto meno il bisogno primario della sicurezza,
permane, nello stesso tempo, una qualche diffidenza
verso l’esterno, segno di un’epoca che, nonostante la
pace veneziana, manterrà ancora a lungo una quotidiana
instabilità, causata dal passaggio degli eserciti stranieri e
dal brigantaggio.
Gli alti muri di recinzione vengono interrotti dalle
cancellate che consentono, dall’esterno, di violare con
lo sguardo la privacy interna; nel contempo impediscono
l’intrusione con robuste strutture in ferro battuto, più
simili a grate che a semplici elementi funzionali alla
recinzione. Le lance e le alabarde, strumenti di difesa
e di offesa, vengono utilizzate nelle partizioni verticali
delle inferriate, a ricordo della trascorsa e non
sopita bellicosità.
La semplicità dell’edificio è ingentilita solo sul fondo del sottopasso dove appare imprevidibilmente una preziosa loggetta di cinque campatelle con colonne dai capitelli tuscanici ed archi a tutto sesto.
A cura dell'Architetto Angelo Valsecchi |

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