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Palazzo Lana Berlucchi
Tra i molti esempi di palazzi franciacortini che hanno mantenuto le caratteristiche architettoniche ed artistiche originarie si annovera il Palazzo Lana di Borgonato di Corte Franca.
La nascita dello spumante in Franciacorta
Struttura - Gli esterni
Struttura - Gli interni
 
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Struttura - Gli interni


La persona che, oltrepassato il cancello in ferro battuto dell’ingresso principale, avanzi nella corte tra i due alti edifici prova un senso di apprensione, impulso che si accresce man mano che si fa più vicina al maestoso portale sovrastato dallo stemma della nobile famiglia Lana.

L’ambiente è dotato di un bel camino in marmo chiaro e di affreschi decorativi sulle pareti, i dipinti iniziano nel registro inferiore con finte colonne tortili che sostengono una fascia di fregi nella quale sono riportati simboli e motti. La decorazione si completa nella volta in un pergolato che si appoggia su una balaustra dove si affacciano una coppia di personaggi di umile condizione e due scimmie.
Sulla decorazione di una porta a est si leggono le iniziali C.P.L. e la data MDXXCIIII (1584).

Dal salone si accede ad un semplice porticato che si affaccia a mezzogiorno su un giardino rettangolare all’italiana racchiuso fra due ali basse di fabbricati, una delle quali con portico. Alle pareti sono presenti quadri, fotografie, ricordi della famiglia, interessanti alberi genealogici e ritratti tra i quali si segnalano quelli del conte Ignazio Lana e di Caterina Cornaro, regina di Cipro, che la tradizione vuole essere stata ospite dei Lana nel suo viaggio in Franciacorta del 1495.

Salendo al primo piano del corpo principale, alla sommità di una ripida scala, ci si immette in una grande stanza disadorna e parzialmente decorata con curiose immagini sparse sulle pareti. Le immagini sono slegate da qualunque programma pittorico organico, sembrano voler creare una stanza dei giochi o delle curiosità, evocando svaghi e passioni, come le maschere del carnevale, un personaggio ottomano, la focosità dei cavalli che si azzannano e un simbolo della vita militare, il castello di Brescia.
Queste pitture secentesche non pretendono di raggiungere elevati livelli artistici, lo spirito dei dipinti è più dimesso e privato, realizzati quasi con l’unico scopo di fare compagnia, con presenze amate (probabilmente i cavalli), al padrone di casa.
Con la rappresentazione del castello di Brescia i nobili Lana sembrano non accontentarsi dei panorami della Franciacorta, intendendo mantenere una finestra sulla città ed un legame con le numerose residenze cittadine che possedevano.

Ad occidente della grande sala vi sono poi altre stanze, tra le quali si segnalano la stupenda e preziosissima biblioteca e altri ambienti, di sicuro quelli più antichi, riportanti decorazioni medievali.

A cura dell'Architetto Angelo Valsecchi

Palazzo Lana La nuova linea di Franciacorta Millesimati Guido Berlucchi

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