Passione Franciacorta
Tutte le news
Condividi

Guida all’etichetta del Franciacorta

Sull’etichetta del Franciacorta troviamo spesso termini un po’ misteriosi: Pas dosé, Extra Brut, Blanc de Blancs…

Alcune parole sono di chiara origine francese, perché il metodo classico,  chiamato champenoise, ha avuto origine proprio nella zona di produzione dello Champagne.
Altre sono invece utilizzate solo per alcune tipologie di vino, come la parola Satèn.

Cominciamo dagli zuccheri.
In Italia gli unici vini cui si può aggiungere dello zucchero sono proprio gli spumanti. Anche per questo motivo viene indicato in etichetta il grado zuccherino che il vino possiede.
La scala del livello zuccherino presente nel vino è la seguente:

Dal più amaro al più dolce (in grassetto quelle più diffusi)

Pas dosé, Nature, Dosaggio zero, Extrême: meno di 3 g/l
Extra brut: 0 – 6 g/l
Brut: meno di 15 g/l
Extra dry: 12 – 17 g/l (+ 3 grammi massimo di tolleranza)
Sec, Secco o Dry: 17 – 35 g/l
Demi-sec o Abboccato: 33 – 50 g/l
Dolce: più di 50 g/l

Domanda: ma “Dry” non vuol dire secco?
In effetti sì, e questo crea un po’ di confusione, perché un vino extra-dry (come sono quasi tutti i Prosecco in circolazione) non è certo amaro, anzi tende ad essere quasi dolce.
Peggio ancora la dizione “Demi-sec” che farebbe pensare ad un vino “quasi secco”, ed invece è proprio al contrario.
Quindi attenzione all’etichetta se non volete scambiare un dolce per un amaro!

La percezione del dolce/amaro non è però solo demandata al grado zuccherino ed inoltre le differenze si percepiscono bene solo quando le differenze sono elevate.
Anche per un degustatore esperto può essere difficile distinguere un Extra brut da un Brut o un Extra da un Dry (anche se nel secondo caso abbiamo quasi 20 grammi di zucchero in più).

Altra dizione che troverete in etichetta, esclusivamente nei Franciacorta, è la dizione: “Satèn“.
Identifica un vino sempre di tipologia Brut che ha la caratteristica particolare di avere una pressione inferiore ai 5 bar (quindi con bollicine meno aggressive) e di essere prodotto solo con uve a bacca bianca (Blanc de Blancs, vedi sotto).

Altro termine potrebbe essere “Riserva” che indica, per esempio nel caso del Franciacorta, un vino che è rimasto sui lieviti per almeno 60 mesi (5 anni!).

Se poi troviamo indicata l’annata (2008, 2009, eccetera) vuol dire che siamo di fronte a un vino Millesimato, dove è indicato l’anno di raccolta dell’uva utilizzata per la produzione di quel vino (per l’esattezza almeno l’85% del vino contenuto nella bottiglia deve provenire dall’annata indicata in etichetta).

Il termine Blanc de Blancs identifica vini prodotti solo con uve bianca (nel caso del Franciacorta quindi solo con chardonnay e/o pinot bianco), mentre Blanc de Noirs si riferisce ai vini prodotti solo con uve rosse (solitamente Pinot nero). Essendo però possibile vinificare in bianco un’uva rossa, non dobbiamo stupirci che un Blanc de Noirs sia di colore bianco.

Infine, la dizione Rosé identifica uno spumante in cui è presente la totalità o una buona parte di uva a bacca rossa che dona il classico colore rosato. Nel Franciacorta, per esempio, si prevede che il Pinot nero debba essere almeno del 25%, anche se solitamente è vicino al 40-50%.

In alcuni spumanti potreste trovare ancora questa sigla: V.S.Q.P.R.D. che non c’entra con lo storica S.P.Q.R. romano, ma significa Vino Spumante di Qualità Prodotto in Regione Determinata.

Quindi, quando acquistate una bottiglia di spumante aguzzate la vista!

Iscriviti alla newsletter

Rimani informato sui prodotti, ricevi promozioni ed inviti agli esclusivi eventi Berlucchi.