Il piacere della degustazione
I colori dello spumante
I profumi del bouquet
I sapori del vino
Come nasce la qualità
Il Metodo Classico
Le varie tipologie di spumanti
Come e quando bere spumante
Scegliere e servire lo spumante
I nostri sensi si possono sviluppare
Glossario | Scheda di valutazione



Forse vi sorprenderà ma i nostri sensi: vista, gusto ed olfatto si possono sviluppare
ed allenare, proprio come si fa con un muscolo. Bastano alcuni semplici esercizi,
per scoprire che è possibile apprezzare e gustare più intensamente i cibi, i vini ed
i molti aromi e profumi che ci circondano.


I nostri sensi si possono sviluppare!

Esercizi per la vista

1.1. I colori
Riempite a metà un bicchiere di acqua frizzante ed aggiungete una quantità sempre crescente di uno sciroppo di frutta o di una bibita colorata.
Osservate come aumenta il colore della miscela e cercate i termini più appropriati per descriverne le diverse tonalità (vedi glossario).
Annusate di tanto in tanto la miscela, per sentire come cambia l’aroma ed assaggiatela per valutare in bocca come varia e si intensifica il sapore.

1.2. Le bollicine
Preparate una serie di bicchieri uguali, ben trasparenti ed altrettante bevande gassate, quali aranciata, acqua tonica, Coca, birra (chiara e scura), spumante, etc.
Versate le bevande e di ciascuna osservate come si sviluppa nel bicchiere l’effervescenza, se lentamente o in modo tumultuoso, la dimensione e la quantità delle bollicine, la velocità con la quale salgono alla superficie, il perlage, la spuma e la sua persistenza.

1.3. La trasparenza
Alzate contro luce i vari bicchieri e valutate la limpidezza, la trasparenza, la luminosità o l’eventuale opacità del contenuto. Cercate i termini più appropriati per descrivere la trasparenza, il colore, l’effervescenza, l’aspetto di ciascuna bevanda (vedi glossario).

Esercizi per l'olfatto

2.1. D’ora in poi, quando questo non imbarazzi voi o i vostri ospiti, cercate di sentire e valutare gli aromi di tutti i cibi che vi verranno serviti. Chinatevi sul piatto o portate il cibo al naso, PRIMA di iniziare a gustarlo, ed inspirate lentamente e ripetutamente, cercando di cogliere le note aromatiche predominanti. Date loro un nome e sforzatevi di memorizzare gli aromi percepiti.

2.2. Guardate in dispensa o nel frigorifero e annusate, ad occhi chiusi, tutto quanto di interessante vi troverete. Procedete sistematicamente e memorizzate gli aromi che percepite, privilegiando la frutta (mela, arancia, limone, banana, ananas, fragole, lamponi, fichi, etc), le spezie che utilizzate abitualmente (pepe, cannella, noce moscata, vaniglia, liquirizia, etc), le piante aromatiche (rosmarino, salvia, basilico, origano, etc), le verdure più comuni, come pomodori - se ancora attaccati al tralcio, strofinatelo - finocchio, cipolla, aglio, peperone, cetriolo, etc.

2.3. Entrando in certi negozi soffermatevi ad analizzare gli aromi che pervadono e caratterizzano l’ambiente, dedicando un’attenzione che di solito non prestiamo. Iniziate con una torrefazione, un panettiere che abbia appena sfornato il pane, una pizzeria, una pasticceria, una di quelle vecchie drogherie dai cassetti pieni di spezie e createvi una memoria olfattiva che vi permetta di riconoscere dove siete anche ad occhi chiusi.

2.4. Prendete una serie di bicchieri usa e getta opachi, numerateli con un marker, riempiteli ciascuno con una sostanza aromatica e compilatene l’elenco. Aiutandovi con degli elastici, sigillateli con la pellicola da cucina di alluminio, sulla quale praticherete una serie di fori, con un attrezzo appuntito.
Nascondete l’elenco, mescolate tra di loro i bicchieri sigillati e provate a riconoscere le diverse sostanze contenute, avvicinando al naso la parte forata dei bicchieri; ripetete l’esperimento con qualche amico interessato.
Potreste iniziare con vaniglia, chiodi di garofano, cannella, origano, frutta secca, frutta a fette (banana, arancio, limone, mela, ananas); passate poi al vino bianco e rosso (giovane, invecchiato, barricato), Cognac, whisky, gin, Porto ed altre bevande aromatiche che vi possiate facilmente procurare.
Vedrete che è molto divertente scoprire le diverse sensibilità di ognuno!

Affinate il gusto

3.1. Al palato riusciamo a distinguere soltanto i quattro sapori fondamentali: dolce, amaro, salato, acido, per mezzo di papille gustative specializzate, disposte in zone specifiche della lingua. Altre sensazioni che percepiamo sono l’astringenza, quella cioè che si prova mangiando un carciofo crudo o un caco acerbo, la freschezza dell’acidità, il calore dell’alcol, l’effervescenza del gas carbonico.
Provate a sperimentarle, utilizzando zucchero o miele, chinino o cacao amaro, sale da cucina, succo di limone o un frutto acerbo.

3.2. Riprendete le sostanze aromatiche commestibili, che avete utilizzato per l’esercizio 2.2., delle quali avete riconosciuto l’aroma ad occhi chiusi e lo avete memorizzato.
Assaggiatele, masticando lentamente e lasciate che il loro sapore si sommi al loro aroma, il cui profumo risale al naso dal palato (è quella che si definisce la percezione retro nasale).

La sensazione complessiva e quella dominante

Degustando il vino, percepiamo al palato una sensazione complessiva che deriva dall’interazione reciproca delle sue componenti principali: il tenore alcolico, il grado di acidità, il contenuto in zuccheri. Le caratteristiche prevalenti sono:

-
il corpo, determinato dalla sommatoria tra alcol ed estratto (tutte le componenti non
volatili del vino); degustando uno spumante di corpo avrete una sensazione di pienezza, ben percettibile e gradevolmente intensa;

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l’equilibrio e la morbidezza, quando nessuna delle diverse componenti prevale ed emerge rispetto alle altre; al palato apprezzeremo un gusto armonico, che ci stimola a bere ancora;

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la vivacità, che è propria di un vino giovane, fresco, ricco di aromi primari floreali e fruttati. La vivacità si attenua con l’invecchiamento ma è indice di qualità, quando si ritrova ancora negli spumanti invecchiati, sostenuta da una gradevole acidità;

-
la complessità è tipica degli spumanti più evoluti, millesimati, cuvée e riserve speciali: si apprezza al naso per la ricchezza delle sensazioni aromatiche che si percepiscono e si rivela al palato per l’intensità, la struttura e la piacevolezza degli stimoli che sentiamo.

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la persistenza aromatica, che è indice di qualità; uno spumante è tanto migliore (come qualunque altro tipo di vino, del resto) quanto più lungo è il “ricordo olfattivo” piacevole che lascia in bocca ed al naso, dopo aver deglutito.

Come vedete, durante tutto l’arco della giornata è possibile esercitare i nostri sensi; si tratta di farla diventare un’abitudine che, in breve, arricchirà le nostre esperienze quotidiane.
Scegliete il ritmo che più vi è congeniale e soprattutto costruite una vostra memoria olfattiva, che asseconderà i vostri gusti personali ed originali e che si amplierà man mano che si moltiplicheranno le vostre esperienze olfattive e gustative.
Cin... cin!

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