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La potatura: il taglio che genera vita

La vite è un arbusto rampicante, presente in natura sottoforma di liana. Per ottenere la luce di cui ha bisogno la vite selvatica cresce attorcigliandosi attorno ad altre piante fino a raggiungerne la sommità.

Fin da tempi antichissimi l’uomo ha scoperto la bontà dell’uva e le proprietà inebrianti del vino e ha quindi cercato di “addomesticare” questa pianta, la raccolta dei cui frutti implicava prima la pericolosa salita fin sulle cime degli alberi.

La forma particolare che caratterizza le viti in un vigneto è oggi decisa e data dall’uomo, al fine di massimizzare la qualità dei preziosi grappoli prodotti. La potatura invernale, o potatura secca, è la pratica che permette di ottenere e mantenere questa forma nel tempo, oltre a regolare la quantità d’uva che verrà poi prodotta dalla pianta durante la stagione estiva. Questa pratica consente di rimuovere il legno dell’anno precedente e fare spazio ai nuovi germogli, è un’operazione che richiede la massima cura e che inciderà fortemente sulla qualità della produzione degli anni successivi. Il taglio viene eseguito manualmente, con la precisione e la sicurezza dei viticoltori più esperti. È un lavoro che lega profondamente l’uomo al vigneto, portato avanti con passione durante l’arco di tutto l’inverno per preparare al meglio la pianta alla fase del germogliamento.

I tralci poi, una volta potati, vengono spezzettati e lasciati tra i filari così che possano andare ad arricchire il terreno con la propria sostanza organica, per chiudere il cerchio in modo perfetto.

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